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Giornale delle Egadi


Presentazione dell’Isola di Marettimo

Il mare La montagna Case Romane Castello di Punta Troia

     

   "Questa isola forte, impervia, granitica, alta fortezza sopra il mare d'una bellezza impareggiabile, pura come un'alba del mondo, questa roccia di caverne di luce e di smeraldo, questa terra delle acque e delle erbe, del timo, del lauro, del mirto, delle api e del miele, degli uccelli, s'incide nella memoria di chi va e di chi resta...". Con queste bellissime parole lo scrittore siciliano, Vincenzo Consolo, descrive  le caratteristiche di Marettimo, la più estrema delle isole Egadi, al largo della città di Trapani. L'isola, un tempo chiamata Hiera (sacra), ha la forma di un quadrilatero che raggiunge il suo apice con monte Falcone (686mt). L'unico borgo abitato è   racchiuso nei due lati dai porticcioli dello Scalo Vecchio a nord e dello Scalo Nuovo a sud, dove vengono effettuati i collegamenti alla terra ferma. Il mare, la montagna i piacevoli rumori di onde che si infrancono negli scogli e nelle spiagge, sono le attrattive più belle che l'isola vi può offrire.

   

Il mare

 

   Per le sue bellezze l'isola di Marettimo è inserita nella Riserva naturale marina delle Isole Egadi, anzi la costa occidentale, nella parte opposta al paese, per le sue caratteristiche dolomitiche e, soprattutto, per le numerose e splendide grotte (sommerse e non), è la zona di riserva integrale. In questo specchio di mare, racchiuso da un lato da Cala Bianca, una piscina naturale e dall'altro dal Faro di Punta Libeccio, è possibile accedere con le imbarcazioni dei pescatori locali e le loro descrizioni alla grotta del Presepio, ricca di stalattiti e stalagmiti che con un po' di fantasia prendono le sembianze di pastorelli e re magi, alla grotta Perciata, ricca di colori e fascino, la grotta Bombarda, che custodisce la "mitra del Papa". Tutta l'isola è ricca di altre grotte come:la grotta del Cammello, che prende il nome dallo scoglio posto all'ingresso e che, grazie ad una grande apertura posta in alto e al centro, nelle ore del mezzogiorno viene illuminata creando un gioco di colori unico e sensazionale; la grotta del Tuono, sotto il castello di Punta Troia, che durante le tempeste d'inverno fa sentire il suo fragore fino al paese. E altro ancora, come le innumerevoli e accoglienti piccole calette, rientranze, anfratti dove è possibile farsi accompagnare per "vivere", dall'alba al tramonto, il mare.

     Per chi ama le immersioni e la fotografia subacquea sono tantissime e varie le possibilità. E' possibile fare immersioni su relitti, in parete, in grotte e in diverse profondità. Sicuramente l'immersione più affascinante è quella della "Cattedrale" una grotta con l'ingresso a circa 30 metri di profondità, in cui è possibile inoltrarsi per circa 100 metri, fino a raggiungere la fine della grotta a circa sedici metri di profondità. All'interno è uno spettacolo di colonne, enormi stalattiti e stalagmiti di un tempo, ormai ricongiunte, e insenature e anfratti dove poter scorgere pesci che vivono nel buio tutto ciò emana sensazioni indescrivibili. Una raccomandazione: non bisogna avventurarsi da soli, ma rivolgersi ad uno dei tre 'diving centers' presenti nell'isola, infatti l'immersione è molto impegnativa per la presenza di sabbia che può rendere difficile la visibilità. Le altre immersioni sono quelle di Punta Mugnone, di Punta Libeccio, di Punta S. Simone, di Punta Troia, dello scoglio e della secca del Cammello, di Punta Bassana e del Relitto.

     Ma anche chi ama la pesca può dilettarsi con la traina o con la canna. Una esperienza particolare potrebbe essere quella di andare insieme ai pescatori del posto.

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La montagna

 

   Marettimo è uno scrigno botanico, ricco di endemismi e piante speciali (oltre 600 tipi) che è possibile ammirare lungo i diversi sentieri che si snodano nella splendida macchia mediterranea sparsa per tutta la montagna. Grazie alla lungimirante opera della Forestale, proprietaria di due terzi della montagna, che ha ripristinato i vecchi viottoli è possibile realizzare diversi itinerari a piedi. Tra questi devono sicuramente consigliarsi quelli che, partendo dal paese, hanno come meta finale i due siti archeologici delle "Case Romane" e del "Castello" di Punta Troia.

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Itinerario Case Romane

 

   Partendo dalla sorgente Pelosa sopra il centro abitato, ci si immette in una mulattiera che si snoda dapprima attraverso dei campi lasciati a pascolo, quindi in un bel bosco di pini per poi arrivare dopo circa 30 minuti, in prossimità di una sorgente, in un piccolo agglomerato disabitato che custodisce importanti ruderi di una costruzione romana e una bellissima chiesa basiliana dei primi secoli del cristianesimo, la cui struttura esterna è ancora in buono stato. L'edificio romano è una struttura militare fatto costruire da Sesto Pompeo come faro nel 36 a. C. e, a seguito di una campagna avvenuta qualche anno fa, è stato rinvenuto un complicato sistema di convogliamento e raccolta delle acque che, però, in questa fase risulta di difficile lettura, a causa del pessimo stato di conservazione. Probabilmente esiste un nesso tra l'antico nome dell'isola Hiera (in greco sacra), la posizione di scalo ed approdo nelle rotte per l'Africa e le emergenze monumentali situate in prossimità della sorgente più ricca dell'isola, con una accentuata caratterizzazione sacra suggerita ancor oggi dalla presenza della chiesetta medievale.

     Partendo da questo sito, è possibile sviluppare altre due escursioni: la prima, più semplice, che arriva al "Semaforo" (vecchia struttura militare ormai abbandonata), dopo circa un'ora di cammino attraverso pinete e macchia mediterranea; la seconda, proseguendo per un sentiero abbastanza ripido per circa un'ora e mezzo, ha come meta finale Pizzo Falcone. Da lassù è possibile ammirare gran parte dell'isola e, nelle giornate particolarmente limpide, Favignana, Levanzo e la costa che va da Marsala ad Erice sembrano quasi potersi toccare con le mani.

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Itinerario Castello di Punta Troia

 

   Partendo dal sentiero che continua oltre le ultime case a nord del paese e seguendo la segnaletica occorre circa un' ora e mezzo per raggiungere a piedi il promontorio di Punta Troia (116 metri) dove sorge il Castello.

     Il sentiero si snoda, a circa 200 mt dal livello del mare, attraverso una fitta vegetazione di macchia mediterranea. Ciò che più affascina durante l'escursione è il contrasto tra le tonalità di blu del mare sottostante, che in alcuni punti a strapiombo si ha la sensazione di toccare, e la varietà di colori e profumi che caratterizzano l'itinerario. A metà percorso è possibile rinfrescarsi alla sorgente delle "Pigne" per poi scendere a zig zag verso l'istmo che unisce il promontorio all'isola. In questo tratto c'è una delle spiagge più belle di Marettimo: lo Scalo Maestro, un tempo utilizzato dalle barche per difendersi dal forte vento di scirocco. Su, in cima al promontorio, a poco più di 15 minuti, il vecchio maniero borbonico, costruito nel XVII secolo sui resti di un'antica torre di avvistamento saracena. Durante i moti rivoluzionari la cisterna fu trasformata in prigione per i patrioti della Repubblica partenopea e tra questi il generale Guglielmo Pepe.

     Oggi, purtroppo, il Castello è in un evidente stato di abbandono, però, nel periodo estivo, durante le ore del tramonto, l'Associazione “Marettimo” , organizza rinfreschi con ottimo vino del trapanese, raccontando a tutti la storia e la leggenda legata al Castello e sperando che un giorno possa ritornare all'antico splendore.

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